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Cooperativa Sociale iCare
Scrutare sogni per generare segni

Attraverso una costante lettura dei bisogni del territorio, iCare vuole prendersi cura delle fragilità esistenti provando a trasformare quelle ferite in opportunità e risorse per tutti.

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La Sartoria Sociale “RiCuce” della cooperativa sociale di comunità iCare è stata selezionata per partecipare al Tammaro Rural Design Week organizzato dal progetto di sperimentazione culturale per la valorizzazione territoriale del comune di Morcone “TAM – La Cultura è un fiume” e dall’associazione Ru.De.Ri. (Rural Design per la Rigenerazione dei territori), che si terrà a Morcone (BN) dal 27 aprile al 3 maggio 2026. Si tratta di una manifestazione internazionale dedicata al Rural Design, quest’anno dedicata al tema del metabolismo rurale, inteso come chiave interpretativa e orientamento progettuale dei processi di rigenerazione degli ecosistemi territoriali che mantengono e sostengono le funzioni vitali delle aree rurali e montane.

E proprio in virtù di quest’importante iniziativa territoriale, dal respiro cosmopolita e multiculturale, che favorisce uno spazio di confronto e garantisce un’esposizione diffusa (tra workshop, talk, escursioni, proiezioni e performance), nella quale le operatrici di “RiCuce” allestiranno una mostra-laboratorio ad hoc, sono passate a visitare gli ambienti della Sartoria Sociale a Cerreto Sannita (BN), e, più in generale, la sede di iCare presso Casa Santa Rita, le componenti della giuria della kermesse, le quali si sono mostrate molto contente ed entusiaste per il progetto innovativo di “RiCuce”, che combina cucito creativo e riciclo, moda, sostenibilità e inclusione sociale.

Emozionante, commovente, toccante. Le ultime ore della vita terrena di Gesù sono state raccontate in modo mirabile, attraverso quadri viventi della Passione, dagli ospiti del Centro Polifunzionale per persone diversamente abili, gestito a San Lorenzo Maggiore (BN) dalla cooperativa sociale di comunità iCare per conto e in collaborazione con il Consorzio dell’Ambito Sociale B04. L’Ultima Cena, l’istituzione dell’Eucarestia, la lavanda dei piedi, l’arresto di Gesù e le tappe della via Crucis relative al suo percorso verso il Golgota, la crocifissione, la morte, l’annuncio della resurrezione. Presentati dalla responsabile delle attività del Centro, Mariacristina Ciervo, gli adulti con diverse abilità, autonomi e semiautonomi, del Centro, coordinati e accompagnati dai propri educatori e animatori, hanno messo in scena un momento molto emozionante che ha fatto riflettere e pregare le famiglie presenti. Particolarmente emozionanti gli incontri di Gesù Cristo con la Veronica e con Simone di Cirene, che hanno richiamato ad una considerazione di don Primo Mazzolari: «Chi è la Veronica? Non ne so nulla, né voglio saperne di più di quello che vedo guardando il quadro della VI^ stazione. Le più belle vite sono a volte raccolte in un gesto, consumate in un attimo. Il prima e il dopo quasi non importano». Le più belle vite, quelle di Antonio, Assuntina, Carlo, Carmine, Dino, Gina, Laura, Luigi, Mario, Nicola, Raffaele, Sara e Valeria. Le più belle vite, raccolte nella rappresentazione scenica della passione, morte e resurrezione di Gesù. “Non servirebbe aggiungere nient’altro per tutta la durata della Settimana Santa, rispetto a quello a cui abbiamo assistito. Tutti i nostri ospiti, attori per un giorno, sono stati di un’intensità immensa e assoluta, che ci ha colpiti e coinvolti”. Ha partecipato entusiasta il vescovo diocesano mons. Giuseppe Mazzafaro, che ha sottolineato lo straordinario momento di preghiera vissuto. “Di mese in mese, questo Centro Polifunzionale sta diventando sempre di più un luogo di pace per cambiare e trasformare le vite di tutti. E lo si fa insieme, in amicizia, in relazione. La Pasqua ci ricorda che chi vive nel dolore e nella sofferenza non va mai lasciato da solo”. Il parroco di San Lorenzo Maggiore, don Leucio Cutillo, ha evidenziato come “è nel silenzio vissuto, meditando sui quadri viventi allestiti, che è raccolta tutta la spiritualità e l’essenza della Settimana Santa”. Sono intervenuti, inoltre, l’assistente sociale Pina Sassi, in rappresentanza del Consorzio, e il presidente del Consiglio Comunale di San Lorenzo Maggiore Maurizio Ferrara, accompagnato dal consigliere comunale Nicola Silvestri. Presenti per iCare, oltre al presidente don Matteo Prodi, anche la vicepresidente Rosaria Vecchi.

Un sipario senza barriere, in pratica, con protagonista indiscusso il talento e la carica emotiva portata in scena dai partecipanti alle attività di animazione e socializzazione del Centro Polifunzionale, che valorizza la singolarità e le peculiarità di ciascun individuo. Una fusione di artisticità e spiritualità, creatività e inclusione sociale per la crescita personale e comunitaria di ogni singola persona, che ha toccato i cuori e che non sarebbe stato possibile organizzare senza il prezioso aiuto e collaborazione delle Pro Loco di Castelvenere e di Faicchio e della parrocchia “Santo Stefano” di Telese Terme. Un modo anche per fare rete con gli attori sociali, protagonisti del territorio, in un percorso educativo-formativo continuativo.

PROGETTI

I nostri progetti

La mappatura dei bisogni del territorio è la costante operativa su cui si basa il lavoro della cooperativa quando si sviluppano nuove progettualità, al fine di programmare gli interventi in base alle priorità della realtà locale.
PARTNER
Camminano con Noi
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Da oltre 50 anni la Caritas Diocesana accompagna le parrocchie con interventi a supporto di chi sta vivendo un momento di difficoltà, attuando processi volti alla fuoriuscita dal problema “in forme consone ai tempi e ai bisogni” (art.1 dello Statuto).

Il Progetto Policoro è un progetto organico della Chiesa italiana che tenta di dare una risposta concreta al problema della disoccupazione in Italia.

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La cooperativa sociale di comunità iCare nasce per dare risposte alle grandi ferite del nostro territorio; una delle più profonde (forse la più profonda) è la mancanza di lavoro che tocca in particolare le fasce più svantaggiate come le donne, gli stranieri e le persone con disabilità.

Solo con il lavoro una persona può avere una vita veramente degna. Associarsi in cooperativa per creare lavoro è una delle forme più alte di carità che possiamo vivere in questo nostro cambiamento d’epoca.

SOCIO
Essere soci della Cooperativa iCARE significa rispettare la legislazione nazionale, la normativa comunitaria, le leggi, i regolamenti e gli atti amministrativi degli enti territoriali, esige comportamenti eticamente corretti, tali da non pregiudicare l’affidabilità morale e professionale della cooperativa.
VOLONTARIO
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LAVORATORE
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