Sartoria Sociale “RiCUCE”
Con il progetto di Sartoria Sociale “RiCUCE”, iCare intende creare una catena che, partendo dal prodotto finito dei capi di abbigliamento, ne allunghi il tempo di utilizzo con modifiche ed aggiusti e, a fine vita, ne recuperi materia prima e seconda per la creazione di nuovi prodotti. Il progetto vuole sperimentare un processo circolare che incomincia nella fase di una raccolta selettiva diffusa di abiti usati, attraverso il coinvolgimento delle comunità. La sperimentazione, dunque, prevede la realizzazione di un processo di raccolta mirata di lavorazione che, attraverso il cucito creativo e il riciclo, possa effettuare anche l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza inserite nella rete antiviolenza locale e del partenariato. Il cambiamento che si intende realizzare impatterà a livello ambientale, con la riduzione del rifiuto tessile, a livello sociale, promuovendo nuovi modelli di consumo circolare responsabile, e a livello economico con l’inserimento lavorativo delle donne vittime di violenza. Questo processo circolare si inserisce nel tessuto socio-culturale locale, andando ad impattare sulle dinamiche relazionali fra cittadini, Caritas e fasce deboli della popolazione nonché sul sistema di raccolta differenziata.La cooperativa iCare ha una pregressa esperienza nel lavoro di riciclo e sostenibilità del percorso di trasformazione dei capi tessili. Tanto è vero che il laboratorio EcoLab nacque, praticamente, alla nascita della nostra realtà sociale. “Con il progetto di Sartoria Sociale “RiCUCE” – afferma la responsabile della Sartoria Maria Pia Riccardi – proponiamo un laboratorio formativo di cucito e riciclo creativo dove sia possibile trasformare le fragilità in risorse, offrendo anche servizi di sartoria e vendita di prodotti artigianali, trasformati. Il recupero e la trasformazione dei tessuti e materiali di scarto, consente di prendersi cura dell’ambiente, riducendo i rifiuti e dimostrando come lo scarto può acquistare valore e nuova vita attraverso la manualità e l’ingegno”.

Saranno, inoltre, avviati percorsi di sviluppo delle competenze per donne fragili e percorsi di tirocini lavorativi, in collaborazione con il CADM “Casa delle Donne”, che offrirà:

– formazione ed esperienza lavorativa

– laboratori creativi, inclusivi e formativi, per la realizzazione di oggettistica e rigenerazione dei

tessuti e dei vestiti

– piccoli allestimenti per eventi, bomboniere eco-solidali, gadget aziendali, accessori moda e per la casa.

In collaborazione con la Caritas Diocesana, infine, che ha un centro di raccolta abiti ed indumenti usati, verrà operata un’azione di selezione degli stessi che, se non ritirati dalle persone bisognose, saranno utilizzati in altro modo, rigenerandoli.

Il lavoro sarà svolto presso la nostra sede operativa di Cerreto Sannita, a Casa Santa Rita, sede essa stessa del magazzino Caritas.

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